La mia storia

Voglio raccontarti come ho scoperto questo meraviglioso metodo per aiutare i nostri amici a 4 zampe.

Nel 2007 lavoravo da pochi mesi in un campo di educazione cinofila della mia città.

Più che lavorare diciamo che stavo in un angolo a osservare quelli bravi e cercavo di apprendere il più possibile.

 

Un giorno si presenta al campo un ragazzo con un bel meticcio bianco e marrone. Un meticcio di Samoiedo bellissimo ma… diciamo che non avevo notato solo il cane!

Quel giorno ancora non lo sapevo ma avevo appena conosciuto il mio attuale marito.

Dopo qualche mese siamo andati a convivere. Noi, Camillo, il suo meticcio di Samoiedo, Milo il mio barbone e Martina la mia meticcina napoletana.

Conoscere Camillo è stata la mia fortuna più grande. 

Oltre ad avermi regalato la mia famiglia, con la sua complessità mi ha spinta oltre ogni mio limite per riuscire ad aiutarlo.

Era, si purtroppo era, è mancato a maggio 2020 a 13 anni e mezzo, il cane più geniale che io abbia incontrato in tanti anni di cinofilia. Se lo riteneva necessario riusciva ad evadere da qualsiasi luogo, trovava una soluzione a tutto ed aveva un carattere meraviglioso, solare e comunicativo, propositivo sia con i suoi simili che con ogni forma vivente che incontrava. Un saggio.

Aveva un solo grande, grandissimo problema. Soffriva di attacchi di panico.

Inizialmente sembravano riconducibili a rumori come spari, botti, temporale, ma nel tempo abbiamo scoperto che in realtà ogni rumore, anche conosciuto e sopportato fino a quel momento, da un giorno all’altro poteva diventare un problema

 

Sono stati anni duri, ogni volta che dovevamo lasciarlo a casa potevamo solo sperare che non succedesse nulla, perché quando lui viveva questi momenti, perdeva completamente il controllo, rischiava di ferirsi e metteva in pericolo anche il resto del branco.

 

Il problema con spari e botti, ricostruendo il rumore e lavorando, con il tempo siamo riusciti a superarlo, il temporale invece era davvero difficile da gestire, è impossibile riprodurre la percezione che ha un cane all’arrivo del temporale, non è solo il rumore del tuono ma sono il cambio di odore dell’aria, il colore del cielo, i campi elettromagnetici, tutti questi fattori sono impossibili da riprodurre!

 

Inoltre più passava il tempo più questi attacchi arrivavano senza una spiegazione logica, poteva essere la lavatrice che aveva sentito fino al giorno al prima senza problemi o un rumore da fuori o il click dell’innesco dell’irrigazione esterna… insomma non c’era più una regola.

 

Iniziava irrigidendo il corpo, iperventilava e poi, se si trovava all’interno: casa, macchina camper ecc, diventava pazzo per cercare di uscire e se si trovata fuori ad esempio in giardino cercava di sfondare la porta per entrare in casa o la macchina per salire a bordo per poi una volta entrato impazzire per tornare fuori e così a ripetizione. Non sapeva dove stare.

Insomma era davvero una situazione complicata.

 

Giusto per farvi qualche esempio: 

Un giorno sono tornata e ho trovato tutto il vicinato che guardava verso casa nostra. In quella casa avevamo le doppie finestre e lui era riuscito ad aprire la maniglia della finestra interna e si era infilato nel piccolo spazio tra le due finestre cercando di aprire anche la maniglia della seconda per uscire. Con la bocca, senza rompere nulla, con il pubblico che lo guardava attonito!

Proprio questa finestra.
 
Un attacco di panico mentre ero in casa con lui.

Un’altra volta era in kennel, nel gavone del camper, per altro non nostro, eravamo ospiti, ci siamo allontanati un’ora per cena e quando siamo tornati gavone aperto, kennel aperto Camillo in giro per Bergamo.

Un’altra volta ancora era in giardino è evaso è salito sul tettuccio della macchina di mio marito e lo ha scavato completamente per tentare di entrare.

 

In tutte queste disavventure più di una volta si è anche ferito, si è strappato uno sperone, rotto diversi denti.

 

Per molti anni abbiamo organizzato la nostra vita cercando di limitare i momenti in cui lo lasciavamo solo il più possibile.

Non è che cambiasse qualcosa come potete vedere dalla foto sopra, ma almeno evitavamo che si ferisse.

Quando però non potevamo stare con lui siamo ricorsi a diverse soluzioni per evitare che si ferisse compreso, e non me ne vanto, il legarlo.

Avevamo messo una catena in casa attaccata al corrimano in ferro delle scale e per farti capire quanto fosse geniale, quando lui stesso percepiva l’arrivo di un attacco ci chiamava e ci portava alla catena per legarlo. 

Era consapevole di perdere il controllo e non lo voleva nemmeno lui!

 

Per un brevissimo periodo gli ho addirittura somministrato uno psico farmaco. Io che li sconsiglio sempre, mi aveva disarmata, non sapevo più come aiutarlo. 

Sono rinsavita velocissimamente e mi sono iscritta ad un corso di Fiori di Bach

 

Se pur a mio avviso limitati come rimedio nell’utilizzo per i cani, devo dire che qualche piccolo risultato lo avevo ottenuto. Sicuramente di più rispetto a quelle poche settimane di psico farmaco, così ho capito che la strada dei rimedi naturali sarebbe stata sicuramente la migliore.

 

Per mia passione avevo in casa qualche libro che parlava di oli essenziali, mi hanno sempre affascinata e in modo molto fai da te, li usavo per me e per la mia famiglia.

 

Ed ecco il fatto che ha creato la svolta.

 

Mio marito in quel periodo partecipava a gare di disc dog con Camillo e con un altro membro del branco, il mio meticcione Diego. Erano davvero bravi e li avevano selezionati per gli europei che si sono tenuti vicino a Brescia.

Era primavera, c’era un bellissimo clima, sole, cielo azzurro, il campo era tutto contornato di gazebo dove ripararsi dal sole.

 

Avevo Camillo al guinzaglio sotto uno di questi gazebo. Mi accorgo che inizia ad irrigidirsi e annusa l’aria, sembrava tutto a posto, non capivo. 

Nel giro di pochi minuti cielo nero, vento fortissimo e fuggi fuggi generale!

Immagina Camillo come stava. 

Non so perché ma mi viene in mente che in borsa avevo una miscela di oli fatta da me che mi piaceva spruzzare sugli abiti al posto del profumo.

La prendo e senza pensarci, guidata dall’istinto gliene spruzzo un po sul petto.

Nel frattempo era praticamente iniziata una tempesta, i gazebo venivano alzati dal vento e piovevano gocce da 1 litro d’acqua l’una.

 

Troviamo riparo sotto un gazebo che sembrava resistere al vento, tutti ammassati!.

Per fortuna gli altri nostri cani erano in camper, sistemo mio figlio e mi accorgo che Camillo che era al guinzaglio che avevo indossato a tracolla per avere le mani libere, era tranquillo seduto al mio fianco

Mi siedo e lui si accoccola vicino a me con il respiro appena affannoso mentre intorno a noi era ancora in atto la tormenta.

 

Ci siamo guardati io e mio marito che immediatamente mi ha chiesto che cosa gli avessi dato per essere così tranquillo in quella situazione…

E’ stato in quel momento che ho capito.

 

Pochi mesi dopo ci siamo trasferiti all’estero dove siamo rimasti per un paio di anni. 

In quei 2 anni ho avuto tempo finalmente per dedicarmi ad approfondire i miei studi su alimentazione e rimedi naturali.

Mi sono iscritta ad un corso di aromaterapia per umani e ho iniziato a scoprire il meraviglioso potere degli oli essenziali.

 

Si può dire che il mio percorso è stato al contrario, prima ho sperimentato avendo poche e superficiali nozioni in merito poi ho cercato la teoria che ha assolutamente confermato le mie intuizioni.

 

Un anno circa dopo essere rientrata in Italia, Camillo ha avuto il suo ultimo attacco di panico, dove ovviamente non si è risparmiato sulla perfomance, l’ho trovato arrampicato sul bancone della cucina incastrato tra le inferriate della finestra aperta a vasistas nel tentativo di uscire. Cielo sereno, nessun temporale ed ero stata fuori casa circa mezz’ora. Mai capirò cosa lo aveva scatenato.

 

Ho iniziato a cercare ovunque informazioni in merito all’argomento, ho viaggiato, seguito corsi e letto libri e incontrato professionisti all’estero che già utilizzavano gli oli essenziali con gli animali.

 

Ho incontrato un aromaterapeuta olandese che dopo una lunga esperienza con le persone, aveva iniziato ad usare gli oli anche per gli animali e da li si è aperto ufficialmente il mio mondo.

 

Ho iniziato a trattare Camillo con l’aromaterapia ogni volta che vedevo i primi segnali dell’arrivo di un attacco e come potete vedere dalle foto cambiava completamente espressione si rilassava e tutto si fermava.

 

Ci sono voluti poche sessioni e qualche trattamento di mantenimento per ottenere una tranquillità tale che il 31 dicembre 2018 per la prima volta ci siamo potuti permettere di uscire a cena lasciando Camillo a casa con il resto del branco.

 

Aveva a disposizione i suoi rimedi selezionati, lo abbiamo costantemente monitorato a distanza attraverso delle telecamere,  ed è andato tutto benissimo. Tanto che non ha nemmeno sentito la necessità di usare i rimedi.

 

Da lì a poco ho capito che volevo poter aiutare più cani possibile con l’aromaterapia ma ho anche capito una cosa importante, che da sola avrei concluso ben poco. Perché, come per tutti gli studi, soprattutto quando l’argomento è nuovo, senza confronto con altri professionisti non si può crescere.  

 

E’ così che ho avuto l’idea di fare un corso ad un piccolo numero di professionisti tra cui avrei poi selezionato i membri del mio team di studio.

 

Detto fatto.

Al mio fianco ho professioniste preparate, con molti anni di esperienza alle spalle nella cinofilia che si sono innamorate, proprio come me, di questo metodo e che proprio come me hanno voglia di continuare a studiare e crescere per aiutare più cani possibile a stare meglio.

A Camillo.., mio saggio Amico e fonte di ispirazione

Virginia Dallara
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